I rischi delle autovalutazioni della memoria online. Dott. Domenico Pratico',MD, FCPP
- praticolabalzheime
- 10 feb
- Tempo di lettura: 4 min
Non c'è dubbio che oggi la maggior parte di noi, nel momento in cui ha una domanda o una preoccupazione riguardo la propria salute o quella di una persona cara, fa una ricerca su Internet per saperne di più.
Ad esempio, se i problemi di memoria o la possibile malattia di Alzheimer/demenza sono la nostra preoccupazione, esistono numerosi siti web di agenzie governative, ospedali, centri sanitari, centri di ricerca ed enti commerciali dove possiamo leggere e informarci di più.
Alcuni di questi siti a volte offrono persino diversi questionari online o tests che valutano la memoria e potrebbero dirci se siamo affetti o a rischio di sviluppare la malattia, tutti tests che possiamo fare a casa in privato.

In casi come questo, è facile immaginare come chiunque possa essere tentato di sottoporsi a uno o più di questi test di "screening della memoria" per ottenere maggiori informazioni o magari per "tranquillità ".
Dopotutto, nella maggior parte dei casi questi tests sono gratuiti, quindi cosa abbiamo da perdere?
Inoltre, questi tests hanno dei vantaggi come la possibilità di farli a casa, e di farne anche solo uno e ottenere già una risposta "preliminare" per i nostri dubbi e preoccupazioni. Alcuni di essi possono persino indicarci se siamo a rischio. Tutti questi aspetti giustificano in parte la crescente popolarità di questi tests online, soprattutto tra gli adulti.
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Nonostante il successo di questi tests online e auto-somministrati, molti studi recenti suggeriscono che essi non offrano i benefici che promettono, poiché non sono necessariamente utili né affidabili. Al contrario, potrebbero persino avere effetti negativi e conseguenze indesiderate per gli stessi individui che li fanno.
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Inoltre, queste risorse online presentano alcune limitazioni intrinseche, tra cui non dobbiamo dimenticare che non esiste un singolo test (online, in una clinica o nello studio medico) che da solo possa stabilire con precisione se si tratta di un caso di "demenza".

Il processo diagnostico è un percorso complesso e articolato in più fasi che inizia con la raccolta dell'anamnesi (o storia clinica) e una valutazione clinica completa, esami fisici e mentali/della memoria, non solo per determinare se è presente una "demenza", ma anche, e soprattutto, per eliminare le "cause" che possono essere responsabili dei sintomi di "demenza" (ridotta funzione della tiroide, bassi livelli di vitamina B6/12, anemia).
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Le valutazioni online possono dare lfalsi positivi", quando una persona che non soffre di demenza "fallisce" o ottiene un punteggio basso, e "falsi negativi", quando una persona che soffre di demenza "supera" o ottiene un punteggio alto nel test.
In conclusione, i test auto-somministrati che possiamo trovare online potrebbero facilmente essere fuorvianti, imprecisi o non sufficientemente completi.
In alcuni casi, possono anche causare ansia e stress, poiché spesso può essere difficile determinare e gestire quali siano le informazioni più utili.
In effetti, siamo tutti d'accordo sul fatto che Internet possa offrire informazioni preziose sulla demenza, ma a volte è difficile distinguere tra informazioni affidabili e inaffidabili.
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Ci sono anche alcune questioni etiche, come la "privacy" e della riservatezza delle informazioni raccolte durante questa forma di autovalutazione online. Dobbiamo ricordare che prima o durante il test condividiamo le nostre informazioni con delle organizzazioni commerciali, quindi è molto importante sapere come e per cosa verranno utilizzate.
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In sintesi, ogni volta che siamo preoccupati per problemi riguardanti la memoria per noi stessi o per una persona cara, accompagnati da difficoltà nelle attività e nelle competenze quotidiane, dovremmo sempre prima di tutto contattare il nostro medico di famiglia.
Non dobbiamo avere paura, né provare vergogna o senso di colpa nel porre domande su cio' che ci preoccupa, ma essere aperti e sinceri, anche se esiste una fonte di informazioni online affidabile.

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Ricordiamo che solo un medico qualificato, dopo aver completato una serie di tests e valutazioni diagnostiche, può fornirci una diagnosi in merito ai problemi di memoria che noi o una persona cara stiamo vivendo.
La conoscenza è potere, quindi non dovremmo mai sottovalutatre ma affrontare le "cause" dei nostri problemi di salute.
Una diagnosi precoce offre sempre la migliore possibilità di gestire o prevenire al meglio le manifestazioni cliniche o, in alcuni casi, di rallentare o addirittura arrestare il processo patologico che ne e' responsabile.
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Il dott. Domenico Praticò è titolare della cattedra della Scott Richards North Star Charitable Foundation per la ricerca sull'Alzheimer e ricopre il ruolo di professore e direttore fondatore dell'Alzheimer's Center presso Temple, nonché di professore di scienze neurali presso la Lewis Katz School of Medicine della Temple University .
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